REVIEW ON DELIRI PROGRESSIVI (ITA)

hate incChi mi conosce, avrà sicuramente imparato una cosa, ho i miei tempi tecnici per poter recensire un disco. Prima di scrivere, necessito obbligatoriamente di ascoltare il disco più volte durante le mie giornate, non mi limito assolutamente ad un breve assaggio. Devo ascoltarlo mentre guido, mentre lavoro, mentre mi faccio una doccia, insomma deve essere con me come se facesse parte di me. 
Forse è per questo che spesso, anche dopo la recensione, continuo ad ascoltare i dischi di questi artisti che amo chiamare i figli di Deliri. Per il metal e ciò che ne deriva, ho un pensiero a parte. Da sempre lo adoro e quando incontro band italiane che lo sanno fare sono felice. 

E’ il caso degli Hate Inc. Italiani della Puglia con il loro secondo album “Bipolar Spectrum disorder”
Questa ottima band è al suo secondo album  e devo dire che il loro industrial, mi ha subito entusiasmato senza mai affievolire la mia voglia di ascoltarli. 
Dodici canzoni,  spetta ad Antichrisis aprire il disco, la prima cosa che mi ha trasmesso è quella di alzare il volume all’amplificatore. E’ il primo singolo estratto dall’album, bello fiero e potente. Intro elettronica per Big Brother, ma dopo un potente groove comanda su tutto, altro grande pezzo. Hangover Army è più commerciale, ma non banale, quello degli Hate Inc. è un industrial molto bello. Deathfloor contiene bordate di elettronica, decisamente per il sottoscritto, uno dei pezzi migliori di Bipolar. Con Extra Ordinary Life il sound si fa un po’ Death SS dell’ultim’ora (almeno musicalmente), decisamente un’altro pezzo molto interessante. L’ Odio di Ceasar sembra quasi che col resto dell’album non centri niente, ma le sonorità piuttosto oscure catturano la mia mente e poi fa sempre piacere sentir cantare in italiano. Il disco procede con Heresy, bella tosta. Ma Leviathan, mi è piaciuta decisamente di più, anche questa si inserisce fra le migliori dell’album. No love, a suo modo più intima. La title track Bipolar Spectrum Disorder, ci porta direttamente alla bonus track By this river, un pezzo alla Tiamat che chiude degnamente questo disco. 
Trovo gli Hate Inc. una band con gli attributi è appurato che la Puglia non è solo pizzica e taranta ma sforna anche dell’ottimo industrial. 

ROBERTO BRUNO

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2014-06-17T18:35:27+00:00