INTERVIEW ON ARTISTSANDBANDS.COM (ITA)

vincestudioCiao Vincent, puoi spiegarci cosa è tecnicamente  il “disturbo dello spettro bipolare”?
Il disturbo bipolare (BSD) in sintesi non è altro che una condizione di alternanza di varie tipologie di stati emotivi. Questa definizione è molto semplicistica, ma è giusto per rendere un’idea di ciò di cui stiamo parlando. Quando si soffre di questo tipo di disturbo si ha a che fare con una volubilità dell’umore molto accentuata, il che porta ad esperire numerosi contrasti nella vita sociale e psichica, alternando fasi maniacali a fasi depressive. È un disturbo molto complesso del quale esistono molte tipologie e varianti. Nella maggior parte dei casi non se ne riconoscono i sintomi o si ignora (o si nega) l’esistenza del disturbo bipolare. Molte più persone di quanto si possa pensare, soffrono e convivono con questo “ospite inquietante”. Anche le cause che portano alla comparsa del BSD sono molteplici e piuttosto comuni. Basti pensare che: “fattori psicosociali, quali abusi durante l’infanzia, lutti e gravi perdite affettive, shock sentimentali e problemi finanziari o lavorativi possono innescare nei soggetti predisposti il processo che dà origine al BSD”.

Perché questo titolo?
Dopo aver scritto una manciata di brani di questo disco mi sono reso conto che erano tutti molto “cerebrali” e fortemente incentrati sui contrasti e sulla dualità in genere. Così ho iniziato a ragionare su come poter contenere tutti i brani e le varie tematiche in un insieme che avesse coerenza, e ho trovato nel disturbo bipolare la chiave di lettura di tutto ciò che avevo in mente. Ovviamente so bene di cosa stiamo parlando, non è solo un modo per dare una ragion d’esistere all’album. Tutto quello che faccio è sempre un derivato dell’esperienza.

Come è strutturato l’album e quali sono i contenuti?
L’album non ha una struttura particolare, l’ordine dei brani segue un criterio di flusso d’ascolto standard, c’è stato solo un piccolo accorgimento, cioè distribuire in maniera eterogenea i brani in base alla fase maniacale o depressiva del disturbo bipolare, prendendo i testi come variabile di riferimento.

Si può considerare un concept? Ci sono riferimenti autobiografici?
Certamente c’è un filo concettuale che lega l’intero disco, ma allo stesso modo c’è qualcosa che lo lega al suo predecessore (Art of suffering) così come al suo futuro successore. Come ho già dichiarato più volte, scrivo quando ne sento il bisogno, non ho una produzione costante. Quindi potremmo dire che l’intera produzione degli Hate Inc. è un unico concept, basato sull’essere umano, sull’individuo, in questo caso io, anche se cerco sempre di universalizzare ciò di cui parlo, nel senso che anche coloro i quali non si riconoscono in ciò che racconto possono comunque “rivivere” quelle sensazioni attraverso la musica e i testi, o perlomeno questa è l’ambizione alla base di tutte le produzioni Hate Inc., fermo restando che il primo ad aver bisogno dei nostri brani e dei nostri dischi è proprio il sottoscritto.
Per rispondere alla seconda domanda quindi, sì, ci sono riferimenti autobiografici, perché è molto difficile che io parli di qualcosa che non conosco o che non ho osservato direttamente, credo che non sia intellettualmente onesto. Inoltre, mettere nero su bianco la mia vita, le mie esperienze mi serve ad esorcizzare ciò che mi rende instabile, e a rendere fruttuosa la convivenza con i mostri che albergano nella mia mente, a tramutare in buono ciò che buono non è, ed è tra l’altro, l’unico modo che conosco di produrre musica, almeno fino ad ora. Se fossi una persona serena non avrei alcun bisogno di fare dischi, invece mi trovo da anni ormai, quasi a rincorrere la malinconia. Come affermava il tenente Vincent Hanna, interpretato da Al Pacino nel ’95: “Devo tenermi la mia angoscia. La devo proteggere. Perché mi serve: mi mantiene scattante, reattivo, come devo essere”.

Ci sono differenze con il precedente disco?         
Sicuramente ce ne sono, basta ascoltarlo per rendersi conto che non è una copia o il seguito di Art of Suffering. In questi anni ho parzialmente variato la metodologia compositiva, AoS era figlio dell’istinto al 100%, mentre BSD, sebbene mantenga quella sincerità che proviene  dalla scintilla compositiva iniziale, è un disco molto più “ragionato” e, mi auguro, maturo. Anche musicalmente ci sono delle differenze sostanziali; AoS verteva prevalentemente su di un industrial-metal abbastanza lineare mentre BSD racchiude in sé un’anima più rock che metal, oltre a moltissime contaminazioni di genere anche piuttosto evidenti. Era questo un processo fondamentale per ricreare, anche nell’ascolto, quella sensazione di “instabilità” e di “privazione di identità univoca” su cui il disco pone le sue basi. Anche sui testi è stata posta maggiore attenzione, ho modificato e rivisto anche singole parole o singole frasi fino alla fine, a volte ho dovuto registrare nuovamente alcune parti vocali solo per cambiare una parola all’interno di un take.

Come è nata la collaborazione con Salvatore Piccione, leader dei Karma in Auge, che nell’album canta “L’odio di Caesar” (tra l’altro il vostro primo testo in italiano)?
Con Salvatore siamo amici ormai da molti anni, e non è la prima volta che creiamo qualcosa insieme. Questa è però, la prima release ufficiale di una nostra collaborazione, fin ora si era trattato sempre di progetti realizzati per puro divertimento, fatta eccezione per quando militavamo entrambi nei Lamas&TheBones, progetto salentino che meritava molta più attenzione di quella che ha ricevuto, frutto del genio di Andrea Greco. All’epoca io ero alla batteria e Salvatore al basso, fu la prima volta che ci trovammo a fare qualcosa di serio insieme. Ovviamente alla base di tutto questo c’è una stima (mi auguro) reciproca e una buona intesa compositiva. Relativamente al brano “L’Odio di Caesar” ho deciso di chiedere a Salvatore di partecipare perché le sonorità del brano richiamavano quelle che sono le sue coordinate stilistiche, e in più, avendo deciso di sperimentare un testo in italiano, non c’era persona migliore di lui, dato che lo ritengo un ottimo autore di testi. Il risultato è perfettamente in sintonia con l’album, una canzone con due anime, una calma e l’altra iraconda, un timbro vocale (il suo) pulito e posato, ed un altro (il mio) distorto e ansioso. È uno dei brani migliori dell’album. Sono estremamente soddisfatto di questa collaborazione e mi auguro ci sia modo di ripeterla in futuro.

Nella tracklist anticipata qualche mese fa c’era un brano intitolato “Dark as you”, che fine ha fatto?
Si tratta proprio del brano “L’Odio di Caesar” nella sua primordiale versione con testo ancora in inglese. Ho passato mesi e mesi a cercare di chiudere questo brano in inglese, ma il testo e la metrica proprio non mi convincevano. Poi, tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre 2012, ho trovato l’ispirazione giusta, ma mi serviva un buon amico ed una buona penna per tirar fuori, in maniera comprensibile, tutto il disordine che avevo in mente. Così un pomeriggio ho chiamato Salvatore per chiedergli se gli andava di darmi una mano; un paio d’ore dopo eravamo già insieme, e la sera stessa avevamo il testo completo.

La copertina dell’album è modernissima e rende alla perfezione il concetto di “disturbo bipolare”, come sei entrato in contatto con l’autore Paolo Soellner (batterista dei Klimt 1918)?
Mi ci ha messo in contatto Victor Love. Paolo aveva realizzato l’artwork di Ultrawired dei Dope Stars Inc. e il suo lavoro mi era piaciuto molto, così gli ho parlato dell’album, gli ho mandato qualche brano e lui ha tirato fuori un artwork davvero notevole, che ha dato ulteriore valore e solidità a Bipolar Spectrum Disorder. Ciò che io ho tradotto in musica, Paolo l’ha tradotto in immagini. Anche questa è una collaborazione di cui sono davvero entusiasta.

Avete suonato come bonus track una cover di “By this river” di Brian Eno, perché avete scelto proprio questo pezzo?
Questo è un regalo per tutti i nostri sostenitori, abbiamo suonato questo brano dal vivo per un anno e mezzo circa, il motivo preciso del perché realizzai questa cover sinceramente non lo so, ma piaceva a tutta la band, e quando la suonavamo dal vivo piaceva molto anche alla gente. Più di qualcuno ci ha chiesto se ne esisteva una versione in studio, e così li abbiamo accontentati. È in download gratuito sul nostro sito hateinc.it.

Quando è uscito esattamente il disco? C’è il coinvolgimento di qualche casa discografica?
Il disco è uscito il 27 Settembre 2013. E’ totalmente autoprodotto e autodistribuito, non c’è alcun operatore del settore discografico coinvolto nel progetto Bipolar Spectrum Disorder. Riteniamo che, al nostro livello, altri intermediari tra noi e il nostro pubblico siano superflui. Oggi come oggi tutti disponiamo di metodi comunicativi fenomenali per avere un contatto diretto con i sostenitori, e nessuno ha una costanza e caparbietà promozionale pari a quella dell’autore stesso. Abbiamo intrapreso questa strada consapevoli di quanto fosse dura e stressante. Ma ora, la soddisfazione è tripla.

Il video di “Antichrisis” circola già da tempo,  con quali altri mezzi  pensate di promuovere l’album?
Realizzeremo sicuramente un nuovo videoclip, la scelta del brano è ancora in corso perché, fosse per noi, realizzeremmo 12 singoli, tanti quanti sono i brani dell’album. Una delle papabili è “Eternal Return“.

Ti ringrazio per le risposte precise ed esaurienti. Come sempre lascio a te lo spazio per i saluti o per aggiungere quello che ritieni opportuno.
Prima di tutto ringrazio voi per lo spazio concessoci, e per la vostra squisita disponibilità. Poi invito tutti i nostri sostenitori e anche chi ancora non ci conosce a fare un giro sul nostro sito hateinc.it dove si può ascoltare integralmente il nostro nuovo lavoro Bipolar Spectrum Disorder ed eventualmente decidere di acquistarlo in formato fisico o digitale, oltre a trovare più info su di noi.
Vi lascio qualche riferimento per i social networks:
http://www.facebook.com/thehateinc
http://www.youtube.com/thehateincofficial.

Colgo anche l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, a qualsiasi titolo, alla realizzazione di BSD.  A presto!!!

2013-10-17T17:19:48+00:00